Fiera degli Oh Bej! Oh Bej!: Storia di una tradizione milanese
A Milano c’è una tradizione che da oltre cinque secoli scandisce l’inizio delle festività per i milanesi e affascina visitatori da ogni parte del mondo: la Fiera degli Oh Bej! Oh Bej!, il più antico e celebre mercatino natalizio della città.
Questo evento non è semplicemente un'occasione per fare acquisti, ma un vero e proprio rito collettivo, un frammento di storia vivente che si rinnova ogni anno. È un ponte che collega il passato mercantile e devozionale di Milano con il suo presente cosmopolita.
Dalle sue origini leggendarie legate a un astuto messo papale, passando per le sue sedi storiche come Piazza dei Mercanti e l'area attorno alla Basilica di Sant'Ambrogio, fino alla sua imponente collocazione attuale intorno al Castello Sforzesco, la fiera ha cambiato volto e luogo, ma ha conservato intatto il suo spirito popolare. In questo articolo, viaggeremo attraverso la sua affascinante storia, scoprendo perché gli Oh Bej! Oh Bej! siano molto più di un semplice mercato: sono l'anima di Milano che si prepara al Natale.
TUTTO SULLA FIERA MILANESE DEGLI OH BEJ! OH BEJ!
Che cos'è la Fiera degli Oh Bej! Oh Bej!?
La Fiera degli Oh Bej! Oh Bej! è il tradizionale mercatino che inaugura le festività natalizie a Milano. Si svolge ogni anno a partire dal 7 dicembre, giorno in cui si celebra Sant'Ambrogio, patrono della città, e prosegue per circa quattro giorni, coprendo l'intero ponte dell'Immacolata. Il suo nome così particolare, che in dialetto milanese significa "Oh belli! Oh belli!", evoca un senso di meraviglia e gioia infantile, ed è radicato nella leggenda della sua fondazione.
Nata come un piccolo mercato devozionale, oggi la fiera è un evento di massa che attira centinaia di migliaia di visitatori. Le sue centinaia di bancarelle creano un percorso vibrante che si snoda attorno al Castello Sforzesco, offrendo un'incredibile varietà di prodotti. Si spazia dall'artigianato più raffinato all'antiquariato, dai dolciumi tradizionali come il torrone e i "firunatt" (le caratteristiche collane di castagne affumicate) ai giocattoli di legno, dalle stampe d'epoca agli addobbi natalizi più creativi.
È un luogo dove passato e presente si incontrano, dove le antiche botteghe di famiglia espongono accanto a nuovi artigiani e designer. Partecipare agli Oh Bej! Oh Bej! non è solo un'opportunità di shopping, ma un'immersione completa nella cultura milanese, un appuntamento che segna ufficialmente l'inizio del periodo più magico dell'anno.
Perché si chiama Fiera degli Oh Bej! Ho Bej!?
Per comprendere l'anima più profonda degli Oh Bej! Oh Bej!, dobbiamo fare un salto indietro di oltre cinquecento anni, fino al 1510. In quel periodo, i rapporti tra Milano e il Papato non erano dei più cordiali. La città, governata dai francesi, mostrava una certa freddezza e autonomia rispetto all'autorità di Roma. Papa Giulio II, determinato a rinvigorire la fede dei milanesi e a riallacciare i legami, decise di inviare in missione un uomo di fiducia: Giannetto Castiglione, Gran Maestro dell'Ordine dei Santi Maurizio e Lazzaro.
Il compito di Giannetto era delicato: doveva entrare nel cuore dei milanesi e riaccendere la loro devozione. Consapevole della diffidenza degli adulti, scelse una strategia astuta e lungimirante: conquistare la città partendo dai suoi cittadini più piccoli. Programmò il suo ingresso a Milano per il 7 dicembre, giorno della celebrazione del patrono Sant'Ambrogio, un momento di grande significato per la comunità.
Quel giorno, Giannetto Castiglione si presentò alle porte della città non come un austero emissario papale, ma come una sorta di precursore di Babbo Natale. Era a capo di un corteo carico di doni: pacchi pieni di dolciumi, giocattoli e piccoli oggetti colorati. Quando i bambini milanesi, accorsi con i loro genitori per assistere all'arrivo del messo pontificio, videro quella processione festosa e tutti quei regali inaspettati, la loro gioia esplose in un'esclamazione corale e spontanea in dialetto: "Oh bej! Oh bej!".
Quel grido di pura meraviglia e felicità contagiò l'intera folla, sciogliendo la freddezza iniziale e garantendo a Giannetto un'accoglienza trionfale. La sua missione ebbe successo e, secondo la leggenda, attorno a quell'evento memorabile nacque spontaneamente un piccolo mercato, dove i venditori locali si riunirono per celebrare il momento. Quel gesto spontaneo e l'esclamazione gioiosa dei bambini non solo segnarono il successo della missione diplomatica, ma diedero il nome alla fiera che, da quel giorno, si consolidò come una tradizione irrinunciabile.
Dove si trova la Fiera degli Oh Bej! Ho Bej! ?
Nata quasi per caso da un misto di devozione, diplomazia e gioia popolare, la Fiera degli Oh Bej! Oh Bej! è diventata rapidamente un appuntamento fisso nel calendario milanese. La sua storia è un viaggio attraverso i luoghi simbolo della città, un'evoluzione che riflette i cambiamenti sociali, urbanistici ed economici di Milano.
Le Origini e la Sede di Piazza dei Mercanti
Inizialmente, le bancarelle si radunavano in modo informale nell'area adiacente alla Basilica di Sant'Ambrogio, il fulcro spirituale della celebrazione patronale. Qui, contadini, artigiani e piccoli commercianti scendevano dalle campagne del contado per vendere i loro prodotti in un'atmosfera di festa religiosa. L'offerta era semplice e legata alla vita rurale: animali di piccola taglia, prodotti agricoli, utensili fatti a mano e dolci poveri.
Con il tempo, la fiera crebbe in importanza e dimensioni, tanto da richiedere una sede più strutturata. Per quasi quattrocento anni, fino al 1886, trovò la sua collocazione ideale in Piazza dei Mercanti. Questa scelta non fu casuale: la piazza era il cuore pulsante della vita commerciale di Milano sin dal Medioevo, un luogo simbolico dove si svolgevano scambi, si amministrava la giustizia e si celebravano gli eventi pubblici. Organizzare qui la fiera significava inserirla ufficialmente nel tessuto economico e sociale della città. Le cronache dell'epoca descrivono una piazza brulicante di vita, con venditori di ogni genere: dai "firunatt" con le loro collane di castagne ai produttori di mostarda e panpepato, dai giocattolai con i loro cavalli a dondolo ai librai con stampe popolari.
Il Ritorno a Sant'Ambrogio
Nel 1886, a causa di lavori di riqualificazione urbana e della crescente necessità di spazio, la fiera fu nuovamente spostata. La scelta ricadde sull'area attorno alla Basilica di Sant'Ambrogio, in un simbolico ritorno alle origini. Questa collocazione, mantenuta per oltre un secolo, fino al 2006, è quella che si è radicata più profondamente nell'immaginario collettivo dei milanesi del XX secolo.
Generazioni di cittadini hanno associato gli Oh Bej! Oh Bej! alle vie strette e suggestive che circondano la basilica, come via San Vittore e via Carducci. L'atmosfera era unica: il profumo delle caldarroste si mescolava a quello dell'incenso proveniente dalla chiesa, e il vociare della folla si univa al suono delle campane. Era un'esperienza immersiva, quasi un pellegrinaggio laico che univa shopping e tradizione. In questa cornice, la fiera si arricchì di nuovi espositori, come rigattieri e venditori di libri usati, consolidando la sua fama di luogo dove trovare tesori nascosti e oggetti curiosi.
La Sede Moderna: Il Castello Sforzesco
Con il passare degli anni, il successo della fiera divenne anche il suo più grande limite. L'evento attirava un numero sempre maggiore di visitatori, rendendo le strette vie intorno a Sant'Ambrogio inadeguate e congestionate. Problemi di sicurezza, logistica e viabilità si fecero sempre più pressanti, costringendo l'amministrazione comunale a cercare una soluzione.
La decisione, presa nel 2006, fu quella di trasferire l'intera manifestazione nella più ampia e scenografica area attorno al Castello Sforzesco, in particolare lungo il Foro Buonaparte e viale Gadio. Questo spostamento fu inizialmente accolto con una certa dose di scetticismo e nostalgia da parte dei milanesi più tradizionalisti, che temevano la perdita dell'atmosfera intima e storica legata a Sant'Ambrogio.
Tuttavia, la scelta si è rivelata vincente. La nuova location non solo offre spazi immensi, in grado di accogliere centinaia di stand e centinaia di migliaia di visitatori in modo ordinato e sicuro, ma fornisce anche una cornice monumentale di pari, se non superiore, prestigio. Il Castello Sforzesco, simbolo del potere ducale e oggi polo culturale, conferisce alla fiera una grandiosità che ne sottolinea l'importanza. Questo cambiamento ha permesso agli Oh Bej! Oh Bej! di continuare a crescere, trasformandosi in un evento moderno e internazionale senza tradire le sue radici popolari.
La Fiera degli Oh Bej! Oh Bej! Oggi com'è?
La fiera contemporanea è un'esplosione di colori, sapori e suoni, un microcosmo che riflette la diversità di Milano. Passeggiare tra le oltre 350 bancarelle è un viaggio attraverso la creatività e la tradizione.
L'offerta è suddivisa in aree tematiche per facilitare la visita:
- Artigianato e Creatività: Questa è l'anima della fiera. Qui maestri artigiani espongono le loro creazioni uniche: oggetti in legno intagliato, ceramiche dipinte a mano, gioielli realizzati con tecniche orafe tradizionali o con materiali di riciclo, borse e accessori in pelle, sciarpe in lana e seta. È il luogo perfetto per trovare regali di Natale originali e sostenere il lavoro dei piccoli produttori.
- Antiquariato, Libri e Stampe: Per gli amanti del vintage e della carta stampata, quest'area è un vero paradiso. Si possono scovare libri fuori catalogo, stampe antiche di Milano, fumetti da collezione, piccoli mobili di modernariato e un'infinità di chincaglierie e oggetti curiosi che raccontano storie passate. È una sezione che invita alla ricerca paziente del tesoro nascosto.
- Gastronomia e Dolciumi: Il cuore pulsante (e goloso) della fiera. Qui i profumi si fanno irresistibili. I protagonisti indiscussi sono i "firunatt", o "filoni", le lunghe collane di castagne affumicate e cotte al forno, un prodotto tipico della fiera. Accanto a loro, troneggiano banchi di torrone artigianale in mille varianti, croccanti, frutta secca caramellata, e dolciumi di ogni tipo. Non mancano le immancabili caldarroste e il vin brulé, essenziali per riscaldarsi e godersi l'atmosfera.
- Fioristi e Addobbi Natalizi: Molti espositori si dedicano al mondo delle decorazioni. Si trovano ghirlande, centrotavola, palline per l'albero di ogni forma e materiale, presepi artigianali e una vasta selezione di piante e fiori tipici del periodo natalizio, come stelle di Natale e vischio.
- Prodotti Etnici e dal Mondo: In linea con l'anima multiculturale di Milano, la fiera si è aperta negli ultimi anni a espositori internazionali. È possibile trovare artigianato proveniente dall'Africa, dall'America Latina e dall'Asia, offrendo un assaggio di culture lontane.
Tutte le info sulla La Fiera degli Oh Bej! Oh Bej!
Quando si svolge la Fiera degli Oh Bej! Oh Bej!?
La fiera inizia tradizionalmente il 7 dicembre, giorno di Sant'Ambrogio, e prosegue generalmente fino alla domenica successiva, coprendo l'intero ponte dell'Immacolata Concezione (8 dicembre). Le date precise e gli orari di apertura possono variare leggermente di anno in anno, per cui è sempre consigliabile consultare il sito ufficiale del Comune di Milano per le informazioni più aggiornate prima di pianificare la visita.
Dove si tiene esattamente la fiera?
Dal 2006, la fiera si svolge nell'ampia area pedonale che circonda il Castello Sforzesco. Gli stand si distribuiscono principalmente lungo viale Gadio, piazza Castello e piazza del Cannone, all'interno del Parco Sempione. La location è facilmente raggiungibile con i mezzi pubblici, in particolare con la metropolitana: linee M1 (fermata Cairoli) e M2 (fermata Lanza).
L'ingresso alla fiera è a pagamento?
No, l'ingresso alla Fiera degli Oh Bej! Oh Bej! è sempre stato e rimane completamente gratuito. Si paga unicamente ciò che si decide di acquistare presso le bancarelle.
È un evento adatto ai bambini e alle famiglie?
Assolutamente sì. La fiera nasce da una storia che vede protagonisti proprio i bambini, e ancora oggi conserva un'anima a misura di famiglia. L'atmosfera festosa, le luci colorate, i banchi di giocattoli e dolciumi la rendono un'esperienza magica per i più piccoli. Tuttavia, è bene tenere presente che nei giorni e nelle ore di punta (specialmente nel weekend) la folla può essere molto intensa.
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La Fiera degli Oh Bej! Oh Bej! è molto più di un semplice mercatino natalizio. È un potente simbolo della cultura e dell'identità milanese, un evento che unisce le generazioni e racconta una storia di fede, commercio e gioia popolare lunga più di mezzo millennio. È la dimostrazione vivente di come una tradizione possa evolversi, adattarsi ai cambiamenti dei tempi e degli spazi, senza mai perdere la sua essenza più autentica.
Ogni anno, quando le luci si accendono sulle bancarelle attorno al Castello, i milanesi partecipano a un rito collettivo che celebra non solo l'arrivo del Natale, ma anche il profondo legame con la propria città.
Che siate alla ricerca di un regalo unico, di un sapore tradizionale o semplicemente desiderosi di immergervi nel calore di un'atmosfera festosa, la Fiera degli Oh Bej! Oh Bej! è un'esperienza da vivere, un pezzo pulsante del cuore di Milano che continua a battere forte nell'inverno lombardo.
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