I dolci tipici di Carnevale a Milano
Il Carnevale a Milano è un’esplosione di gioia, colori e antiche tradizioni che trovano la loro massima espressione anche in pasticceria. In questo articolo, ci addentreremo nel goloso mondo dei dolci tipici del Carnevale milanese e scopriremo cosa si mangia a Carnevale a Milano.
Andremo alla scoperta delle ricette più amate, svelando le loro origini, le curiosità legate alla loro preparazione, immergendoci in un viaggio sensoriale che celebra la fine dell'inverno e l'attesa della Quaresima e di quando le strade di Milano profumo di frittelle e chiacchere.
Ah, un ultima cosa, consigliamo di leggere questo articolo...dopo aver mangiato. Altrimenti vi verrà voglia di correre fuori a compare un chilo di frittelle!
CHE DOLCI SI MANGIANO A CARNEVALE A MILANO?
Il Carnevale Ambrosiano
A Milano il Carnevale ha una particolarità unica: dura più a lungo rispetto al resto d’Italia. Mentre altrove i festeggiamenti terminano il Martedì Grasso, qui si continua fino al Sabato Grasso successivo, seguendo il calendario ambrosiano. Questa differenza rende la città un punto di riferimento per chi vuole prolungare la festa, tra maschere, coriandoli e un’atmosfera vivace che anima piazze e strade.
Le Radici Storiche del Rito Ambrosiano
La spiegazione storica è legata al calendario liturgico: la Quaresima ambrosiana inizia più tardi rispetto a quella romana, conservando una tradizione secolare della città.
Secondo la leggenda, questo prolungamento sarebbe dovuto a Sant’Ambrogio, patrono di Milano, che era in viaggio e chiese ai cittadini di aspettare il suo ritorno prima di iniziare la Quaresima. Che sia leggenda o realtà, la tradizione ha reso Milano una città dove il Carnevale si vive più a lungo, con giorni extra di festa, dolci tipici e momenti di convivialità che attraggono grandi e piccoli da tutta la regione.
Le Chiacchiere: Il dolcepiù iconico del Carnevale
Il simbolo indiscusso del Carnevale, non solo lombardo ma nazionale, è la "Chiacchiera". Eppure, la versione milanese ha caratteristiche che la rendono unica per friabilità e leggerezza.
Dai Frictilia Romani alle Tavole Sforzesche
Le origini di questo dolce sono antichissime e ben documentate. Risalgono ai frictilia dell'antica Roma: dolci a base di uova e farina, fritti nel grasso di maiale, che venivano preparati in enormi quantità durante i Saturnali (le festività che corrispondevano grossomodo al nostro Carnevale) per essere distribuiti alla folla per le strade.
Apicio, nel suo celebre De re coquinaria, descrive preparazioni simili, sottolineando l'importanza del miele come dolcificante, dato che lo zucchero non era ancora diffuso. Con il passare dei secoli, la ricetta si è evoluta. Nel Rinascimento, lo zucchero iniziò a sostituire il miele e la frittura divenne un'arte raffinata.
La Peculiarità Lombarda: Il Ruolo della Grappa e la Cottura
A Milano e in Lombardia, la chiacchiera deve essere un velo. La tradizione locale impone una sfoglia tirata al limite della trasparenza. Un segreto tramandato nelle vecchie pasticcerie milanesi riguarda l'aggiunta di una componente alcolica nell'impasto: solitamente grappa, ma talvolta anche vino bianco.
L'alcol svolge una funzione chimica precisa: evapora istantaneamente a contatto con l'olio bollente (o il calore del forno), creando quelle micro-bolle sulla superficie che rendono la chiacchiera irregolare e croccantissima.
Perchè le chiacchere si chiamano cosi?
"Una leggenda curiosa lega il nome "chiacchiere" alla Regina Margherita di Savoia. Si narra che la sovrana, durante un pomeriggio a Napoli, chiese al cuoco Raffaele Esposito di preparare un dolce che potesse accompagnare le sue lunghe conversazioni (le chiacchiere, appunto) con gli ospiti. Sebbene la leggenda sia suggestiva, il termine è probabilmente più legato all'etimologia della parola stessa: qualcosa di leggero, di poco conto, effimero, proprio come una pasta fritta piena d'aria."
I Tortelli Milanesi: L'Apoteosi del gusto
Se la chiacchiera è la regina della croccantezza, il Tortello (Tortèl) è il re della morbidezza. Spesso confusi con le castagnole o le zeppole, i tortelli milanesi hanno una dignità propria e una storia che merita di essere raccontata.
La Ricetta Storica e l'Evoluzione del Gusto
Storicamente, il tortello non nasceva come il "bignè fritto ripieno di crema" che vediamo oggi nelle vetrine più lussuose. La versione originale, quella delle nonne e delle vecchie osterie, era più povera ma incredibilmente saporita.
Il celebre ricettario La Cuciniera Lombarda del 1863 cita diverse varianti di frittelle. L'impasto base è una sorta di pasta choux (acqua, burro, farina, uova), che però veniva arricchita con ingredienti locali. La versione classica milanese prevedeva spesso l'aggiunta di uvetta sultanina ammollata nel rum o scorza di limone grattugiata direttamente nell'impasto crudo.
Questi tortelli, una volta fritti, venivano semplicemente rotolati nello zucchero semolato. La cavità interna, che si formava naturalmente durante la cottura grazie allo shock termico, restava vuota. Era un dolce "da passeggio", che non richiedeva posate e non sporcava (troppo) le mani con creme che colavano.
Il Tortello Moderno: Lusso e Farcitura
L'evoluzione verso il tortello ripieno è un fenomeno più recente, legato al boom economico e alla disponibilità di ingredienti più ricchi come latte, panna e cioccolato. Oggi, a Milano, le pasticcerie offrono una grande varietà di ripieni, dalla crema pasticcera (densa e profumata di vera vaniglia) alla crema chantilly, fino alla crema al cioccolato.
Le Frittelle: Il dolce della radizione
Protagoniste indiscusse di ogni Carnevale, le frittelle sono tra i dolci più antichi e diffusi della tradizione italiana. Già nel Medioevo si preparavano versioni simili in occasione di feste popolari e sagre, con impasti semplici che permettevano di trasformare pochi ingredienti in un dolce festoso e condivisibile. La frittura, elemento chiave di queste preparazioni, le rende dorate all’esterno, soffici e leggere all’interno, pronte per essere gustate appena fatte.
Dalle Antiche Sagre alle Tavole Moderne
La base delle frittelle è un impasto morbido a base di farina, uova, latte e zucchero, che può essere arricchito con ingredienti locali come riso cotto nel latte, mele a pezzetti, uvetta o scorze di agrumi.
Durante la frittura in olio bollente si formano bolle d’aria nella pasta che rendono la struttura interna soffice e ariosa, mentre l’esterno si scurisce e diventa leggermente croccante. Il sapore è delicato ma avvolgente, con note di vaniglia o agrumi se aggiunti all’impasto, e la consistenza sposa bene la dolcezza dello zucchero a velo o di un leggero strato di miele dopo la cottura.
Differenza tra Frittelle e Tortelli milanesi
I tortelli milanesi, pur essendo anch’essi dolci fritti tipici del Carnevale, si distinguono dalle frittelle per impasto, tecnica e tradizione.
I tortelli milanesi sono preparati con una pasta più vicina alla choux dei bignè, dove la farina viene lavorata con acqua, burro e uova per ottenere un composto più elastico e coerente, che poi viene fritto a cucchiaiate nell’olio bollente. Questo conferisce ai tortelli una struttura più regolare e compatta, con una crosta esterna uniforme e una mollica interna che può essere vuota o leggermente alveolata.
Originari della tradizione milanese e legati alle celebrazioni del Carnevale ambrosiano, i tortelli sono spesso serviti cosparsi di zucchero o farciti con crema pasticcera, chantilly o cioccolato, varianti che ne aumentano la ricchezza e la golosità.
Le frittelle, invece, tendono ad avere impasti più semplici e variabili, sono generalmente più leggere e soffici, e raramente vengono farcite prima della frittura
Il Frittellone (Chersenz)
Tra i dolci più rappresentativi del Carnevale lombardo spicca il Frittellone, come le frittelle tipiche dei luna park, conosciuto anche come Chersenz nell’area di Abbiategrasso. Inconfondibile per la sua forma ampia e la consistenza soffice, è amato da ogni generazione e porta in tavola tutto il calore della festa.
Origine e Tradizione
Il Frittellone affonda le sue radici nella tradizione contadina della Lombardia. Si prepara con un impasto lievitato semplice, fatto di pochi ingredienti genuini come farina, uova, zucchero e lievito. L’impasto viene steso a formare un grande disco, poi fritto fino a ottenere una doratura intensa all’esterno e una straordinaria morbidezza all’interno. Secondo la consuetudine, va servito caldo e abbondantemente spolverato di zucchero semolato. La ricetta si tramanda da generazioni soprattutto nelle famiglie della provincia milanese.
La presenza del Frittellone sulle tavole di Carnevale è da sempre sinonimo di festa: prepararlo in casa era un’occasione di lavoro collettivo e di condivisione, un modo per celebrare il momento più gioioso dell’anno con semplicità e gusto.
Il Làciàditt: Le Frittelle di Mele del Carnevale milanese
Tra i dolci tradizionali del Carnevale milanese spiccano i Làciàditt, deliziose frittelle a base di mele, meno conosciute rispetto alle chiacchiere ma amatissime da chi le assaggia. Il nome deriva dal dialetto milanese e significa letteralmente “leccadito”, un riferimento alla loro golosità: sono così invitanti da spingere a leccarsi le dita dopo averle mangiate.
Origine e Tradizione
I Làciàditt affondano le loro radici nella cucina popolare lombarda, in particolare nell’area milanese, dove vengono preparati soprattutto nel periodo del Carnevale Ambrosiano. La loro semplicità è tipica della tradizione contadina: si tratta di fettine o cubetti di mele immerse in una pastella a base di farina, uova, acqua e latte, poi fritte fino a doratura e infine cosparse di zucchero a velo. Secondo la ricetta tradizionale più antica, la frittura veniva fatta nello strutto, ma oggi si utilizza comunemente l’olio di semi per una versione più leggera.
La preparazione dei Làciàditt è legata al principio del “non si butta via nulla”: a fine inverno, quando le mele raccolte durante l’autunno non erano più croccanti e perfette da mangiare crude, venivano recuperate e trasformate in questo dolce semplice ma ricco di sapore. Era un gesto di ingegno e parsimonia che permetteva alle famiglie di gustare qualcosa di speciale senza sprechi.
Un Simbolo del Carnevale Lombardo
Oggi i Làciàditt rappresentano uno dei dolci simbolo del Carnevale in Lombardia, accanto ad altre specialità come chiacchiere e tortelli. La loro bontà risiede nella semplicità degli ingredienti e nella capacità di evocare memorie familiari, convivialità e tradizione.
Una volta pronti, i Làciàditt vanno serviti ancora caldi e spolverizzati di zucchero a velo: un gesto semplice che racchiude tutto il calore di una festa popolare.
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Non lasciarti sfuggire queste dolci delizie, non le troverai durante l'anno!
Il Carnevale in un Morso: Tradizione e Sapore a Milano
Il Carnevale in Lombardia non è solo un eccesso calorico prima del digiuno. È un patrimonio culturale che unisce la storia romana, la raffinatezza delle corti rinascimentali e la saggezza della civiltà contadina.
Mangiare una chiacchiera o un tortello a Carnevale a Milano significa assaporare secoli di storia. Significa ricordare che la cucina è cultura, identità e memoria. Da Gastronomia Fasani, ci impegniamo ogni giorno a preservare questa memoria, selezionando ingredienti che rispettano la ricchezza del nostro territorio e lavorandoli con la cura che queste antiche ricette meritano.
Che siate amanti del croccante o del morbido, vi invitiamo a celebrare questo Carnevale con consapevolezza e gusto, portando in tavola non solo un dolce, ma un pezzo di Lombardia.

